Lombardia, Milano

Ancora un processo per la solidarietà – La lotta per la casa non si arresta!

Sono passati 4 anni dai fatti, ma un compagno e una compagna
si trovano ora a processo per aver assistito una famiglia occupante abusiva durante un normale controllo degli ispettori Aler.

Ma cosa è successo quel giorno del 2017?
Due ispettori dell’Aler hanno fatto tappa presso un nucleo familiare
(con minore) che alloggiava senza titolo in un appartamento in via Voltri,
per la regolare procedura di identificazione degli occupanti (a loro dire).

Invece accade che la signora presente nell’appartamento chiama la sua insegnante d’italiano (la compagna ora a processo) chiedendole di venire, avendo ricevuto pressioni a lasciare l’alloggio e comunque
avendo difficoltà a comunicare con i due ispettori.

Giunta la compagna, l’identificazione avviene più o meno pacificamente
e la famiglia rimane in casa, ma all’arrivo di un altro compagno
uno degli ispettori – riconoscendolo da un altro episodio di identificazione –
si scalda e nasce un piccolo diverbio.

Da lì non è successo assolutamente nulla, nessuno si è fatto male e si potrebbe dire che la vicenda è finita lì, invece i due ispettori, allontanatisi dall’alloggio, chiamano la polizia e si recano in questura per identificare i due compagni che erano presenti a difendere la famiglia.

Come in un film poliziesco, vengono fatti dei riconoscimenti facciali, vengono preparate delle denunce faziose e surreali, e ad oggi i due compagni sono sotto processo con le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Non è possibile essere denunciati e rischiare la propria libertà per aver agito nell’ambito della solidarietà e per aver tutelato una famiglia che altrimenti, con tutta probabilità, sarebbe stata l’ennesima a ritrovarsi per strada.

Per questo ci vediamo in presidio di fronte al tribunale di Milano
MARTEDÌ 25 MAGGIO ALLE ORE 12.00

LA LOTTA PER LA CASA NON SI ARRESTA!

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