Internazionale

Sri Lanka. I carcerati manifestano, la polizia spara: morti e feriti nelle proteste contro sovraffollamento e contagi.

Sovraffollamento ed emergenza pandemia nei penitenziari. A Mahahara otto morti e 55 feriti, disordini in tutto il Paese. Come in altre prigioni del pianeta la pandemia di Covid 19 è causa indiretta, ma determinante, della morte di detenuti. Le cronache riferiscono di molte rivolte sanguinose scoppiate per le condizioni di vita degli internati e la paura di contrarre la malattia. E mentre non si è ancora spenta l’eco per l’inchiesta relativa all’uccisione di 24 prigionieri in Colombia, durante una sollevazione avvenuta lo scorso marzo, ecco che dallo Sri Lanka arrivano ancora notizie drammatiche.

Cambia dunque latitudine ma non il copione; tra domenica notte e ieri mattina infatti, sono esplosi disordini nel penitenziario di massima sicurezza di Mahahara, vicino la capitale Colombo. Il risultato della rivolta è stato tragico: almeno 8 morti e 55 feriti di cui molti in modo grave. Tutti sono rimasti vittima dei colpi sparati dalle forze di sicurezza intervenute per sedare la rivolta.

La protesta era stata lanciata a seguito delle notizie che parlano di un’ondata di contagi nelle carceri srilankesi, le autorità hanno riferito su circa un migliaio di casi.

I detenuti hanno cominciato a scontrarsi con gli agenti dopo aver visto rispondere negativamente alle loro richieste di rilascio anticipato e strutture migliori. È stato appiccato il fuoco alle cucine e sono stati presi in ostaggio 2 agenti poi portati in salvo. Il portavoce della polizia, Ajith Rohana, ha detto che le guardie hanno “usato la forza per controllare una situazione indisciplinata”. Un eufemismo visto che a 600 uomini della polizia hanno circondato la prigione e, almeno secondo la versione ufficiale, ripreso il totale controllo della situazione. I feriti invece sono stati ricoverati presso l’ospedale di Ragama. La situazione è però diventata esplosiva in tutti gli istituti del paese. Quella di Mahahara infatti è solo l’ultima di una serie di proteste man mano che il numero dei contagi sale. Sempre a Colombo manifestanti del carcere di Welikada sono saliti sul tetto di un’altra prigione chiedendo la liberazione su cauzione. Un altro gruppo di detenuti ad Agunakolapalassa è in agitazione da 8 giorni, sostenendo che le loro condizioni sono peggiorate. La scorsa settimana, un detenuto è stato ucciso cadendo mentre cercava di scalare le mura di un carcere nella regione centrale di Bogambara durante altri disordini.

Circa 26mila persone sono ospitate in strutture che hanno una capacità di non più di 10mila. Il numero di morti per Covid è aumentato di 6 volte questo mese raggiungendo le 116 vittime, mentre le infezioni sono più che raddoppiate e ora sono 23.484. A ottobre i decessi erano stati appena 19. Il virus è stato rilevato per la prima volta il 27 gennaio scorso, a giugno è stato allentato il coprifuoco ma una seconda ondata ha ripreso vigore. Secondo le autorità sanitarie si tratterebbe di un ceppo infettivo più virulento rispetto al precedente.

di Alessandro Fioroni da Ristretti.org

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