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#IORESTOACASA, ma il nuovo decreto ammicca a Confindustria e fa muovere milioni di operai: scioperi diffusi

Il nuovo decreto governativo, firmato domenica 22 marzo 2020 dal premier Conte, avrebbe dovuto far chiudere tutte le attività produttive “non essenziali”, ad eccezione dunque di quelle legate alle filiere medico-ospedaliere e della distribuzione, per garantire i servizi essenziali alla popolazione durante il periodo dell’emergenza del Covid-19. Nonostante questo, una lettera del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha convinto il premier a limitare fortemente il numero di attività da chiudere, lasciandone aperte ben 80: tutti settori identificati dal codice Ateco, tramite il quale gli istituti di statistica individuano le attività economiche, che pur essendo connotate come fondamentali includono una varietà di sotto-codici che non lo sono. Ma lo strumento più controverso del decreto è il comma D, che riportiamo:

d) “Restano aperte le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere di cui all’allegato 1 previa comunicazione al Prefetto della provincia dove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione delle attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa”

Insomma, è sufficiente che un’azienda dichiari di appartenere ad una filiera “essenziale” per poter restare aperta, anche qualora non sia così: nella maggior parte dei casi, le forze dell’ordine saranno troppo impegnate per verificare la conformità al decreto di ogni singolo caso, e mediante il sistema del silenzio-assenso, sotteso dall’ultima frase del comma, la mancata risposta della Prefettura corrisponderà al via libera per la prosecuzione dell’attività. Parliamo di servizi come quelli assicurativi, di consulenza finanziaria, di call center: in uno di questi ultimi, domenica è morto un lavoratore di 34 anni; è difficile pensare a quale possa essere il prezzo, in termini di vite umane, dell’irresponsabile decisione, presa dal governo, di dar peso alle richieste degli industriali, che dal canto loro lamentano il rischio di perdere i loro profitti. Stando ad una stima preliminare della fondazione Di Vittorio, sono 12 milioni i lavoratori dipendenti ritenuti “essenziali” dal decreto, cifra che sale a 17 milioni e 956 mila contando quelli in cassa integrazione, circa il 66% del totale dei dipendenti.

       La lista di sindacati che hanno annunciato uno sciopero non cessa di allungarsi: dapprima Usb, Si Cobas e Adl Cobas, poi da lunedì 23 i metalmeccanici, Fiom, Fim, Uilm, i sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin; nel frattempo si diffondono proteste e scioperi a macchia di leopardo in stabilimenti industriali di svariate regioni. A nulla è servita una videoconferenza tra i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e il governo, nelle persone dei ministri Gualtieri e Patuanelli, tenutasi martedì 24. L’intento dei primi era negoziare la modifica e la riduzione dei codici Ateco dei settori autorizzati a continuare la produzione, nonché modificare il comma D del decreto al fine di eliminare la discrezionalità di tutte le aziende sull’opportunità di restare aperte o meno; il Consiglio dei Ministri ha sostanzialmente ignorato le richieste, ciò che ha spianato la strada agli scioperi di ieri, mercoledì 25, dei sindacati dei metalmeccanici di Lombardia e Lazio. Quanto a quelli annunciati dagli esercenti di distributori dei carburanti e dai sindacati di categoria dei servizi bancari, sono già stati sostituiti da accordi con i concessionari per i primi, con l’Abi (l’associazione bancaria italiana) per i secondi.

      Scioperi e agitazioni hanno caratterizzato, sin da lunedì, i comparti produttivi del settore aerospaziale e della difesa, ambito del quale i sindacati Fiom e Cgil hanno denunciato, allo stato attuale delle cose, l’inutilità di gran parte della filiera, a eccezione della manutenzione e revisione dei velivoli adibiti alla pubblica utilità e all’uso da parte delle forze armate per la gestione dell’emergenza epidemiologica. Qui, ancora, è un comma del decreto a lasciare un ampio margine di discrezionalità alle aziende:

h) “Sono consentite le attività dell’industria dell’Aerospazio e della Difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive”

Nella sede dell’azienda Avio Aereo di Rivalta di Torino, e in quella Leonardo di Pomigliano d’Arco in provincia di Napoli, sono risultati positivi al virus rispettivamente un operaio, e un operaio più uno in attesa di conferma. Il giorno mercoledì 25 Usb ha proclamato sciopero generale e nazionale per le attività produttive non essenziali e per la filiera agro-alimentare, cui hanno aderito anche Deliverance Milano e Riders Union Roma in protesta al mancato stop ai servizi di “food delivery”, proseguiti senza protezioni per i rider. Si Cobas e Adl Cobas hanno diffuso un comunicato congiunto per denunciare la continuità dell’apertura nelle filiere dei trasporti e dello smistamento merci, anche dove non essenziali e senza alcuna tutela per lavoratori e lavoratrici. Cgil, Cisl e Uil hanno indetto lo sciopero per le categorie dei metalmeccanici e del settore tessile-chimico-gomma-plastica. Nel frattempo, si è conclusa la trattazione tra governo e sindacati confederali per la restrizione dell’elenco delle attività essenziali, al momento non ancora diffuso; nella giornata di ieri, la Fondazione Sabattini ha stimato in oltre 4,5 milioni il numero di lavoratori e lavoratrici impiegati in settori non fondamentali.

Fonti: Milano In Movimento, 23 Marzo 2020; L’Espresso, 23 Marzo 2020; Radio Popolare, 23 Marzo 2020; Milano In Movimento, 24 Marzo 2020; Milano In Movimento, 25 Marzo 2020; Radio Onda D’Urto, 25 Marzo 2020 (12:14, 17:18; 18:48)

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