Lombardia, Milano

Oltraggio a pubblico ufficiale: eredità fascista del Codice Rocco

La mattina del 18/01/2018 a Milano, nel quartiere Barona, era in corso uno sgombero (ne parlammo qui), come quasi ogni giorno in città, che colpì una signora subentrata irregolamente nell’alloggio lasciatole dal precedente affittuario.
Alcuni solidali si sono presentati davanti al portone per cercare di capire a chi stava toccando stavolta questo infame intervento.
Venuti a conoscenza della persona sgomberata, ci si è posti a tutela dei suoi diritti, visto che la signora non era presente a casa e gli operai avevano già provveduto in fretta a svuotare l’appartamento dai suoi beni per caricarli sul camion.

Le persone radunatesi in presidio all’uscita aspettavano che alla signora fosse concesso di riprendersi gli affetti e documenti, senza ricevere risposta su quanto richiesto, all’uscita del furgone vengono spinte dalla celere verso una macchina ed una ambulanza parcheggiate sul marciapiede opposto, alzando inutilmente la tensione.

Mesi dopo verranno denunciate 5 persone, tra cui a 4 verrà imputato il reato per oltraggio a pubblico ufficiale e a 2 la resistenza aggravata.

Il processo si è concluso con la caduta dell’accusa per resistenza, quindi l’assoluzione ad un compagno e le condanne da 4 a 6 mesi nei confronti di 4 compagni per oltraggio.

Il tribunale di Torino ha sollevato la questione di legittimita’ costituzionale dell’art. 341-bis(oltraggio a pubblico ufficiale) nel Giugno 2019, sostenendo il contrasto dell’art. 341-bis del codice penale con gli articoli 3 comma 1 e 27 comma 3 della Costituzione, e una considerazione riguardo a reati simili (vedi l’art. 342 del codice civile, applicato se l’oltraggio avviene nei confronti di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, al cospetto del Corpo, della rappresentanza o del collegio) che in questi anni sono stati depenalizzati.

Il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, che affonda le proprie radici nel diritto penale fascista, era stato abrogato nel 1999, quando l’illecito era punito con una pena massima di due anni. Successivamente è stato reintrodotto dal cosiddetto “Pacchetto sicurezza” (L. n.94/2009) con una pena massima già elevata di un terzo rispetto alla fattispecie abrogata (da 2 a 3 anni). Con il nuovo D.L. Salvini il limite massimo di pena raggiunge livelli improponibili, prevedendo un massimo edittale pari a quattro anni, ovvero pari al doppio di quanto previsto dal legislatore fascista all’epoca dell’entrata in vigore del Codice Rocco (01/07/1931);

L’imputazione del 341-bis vede la non archiviazione per lieve tenuità del fatto, nei confronti di chi commette reati di violenza, oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale, non permettendo al giudice di applicare qualsiasi tipo di giustificazione all’oltraggio.

Qualora sussistano i criteri affinché si possa parlare di oltraggio a pubblico ufficiale, l’offesa – indipendentemente dalla sua tenuità – costituirà sempre reato e il giudice non potrà far altro che stabilire la pena prevista. “Finalmente si penalizza il partito dell’anti-polizia e si dà il giusto valore alla legalità che, negli ultimi anni, si era perduta”, aveva dichiarato Tonelli (Lega), soddisfatto per il fatto che finalmente il personale in divisa sarà tutelato nello svolgimento del suo lavoro.

La repressione colpisce chi prova a conquistarsi ogni giorno spazi, percorsi di autogestione e solidarietà, in contrasto alle politiche in difesa dei padroni del mercato che vorrebbero sfiancare la rabbia e volontà di non accettare il loro marcio sistema su cui si arricchiscono.

È importante difendere le lotte presenti oggi nei territori e non accettare di fare ulteriori passi indietro di fronte alla repressione, che avanza, che limita la possibilità di agire e di poter avere un immaginario del futuro migliore, un immaginario di cui ci dobbiamo riappropriare!

30 NOVEMBRE A MILANO TUTTI IN PIAZZA CONTRO LA REPRESSIONE.

Comitato Autonomo Abitanti Barona

CI VOLEVATE DIVISI? CI AVRETE MOLTIPLICATI!
#CiVolevateDivisiMaCiAveteMoltiplicati

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