Lombardia, Milano

Il prezzo della libertà

Nella giornata di venerdì 15 novembre un nostro compagno è stato fermato dalle guardie fuori da un supermercato nel nostro quartiere: con degli articoli non pagati, e nonostante abbia insistito per pagarli tutti è stato trattenuto fino all’arrivo della polizia che lo ha poi condotto in questura.

Lì è stato trattenuto da dopo l’ora di pranzo fino alla sera senza cibo né acqua, solo verso le 20 verrà informato che è stato arrestato per rapina. Infatti dalla giornata di sabato il nostro compagno si trova a San Vittore sotto misura cautelare in attesa dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto questa mattina davanti al Pm e il Gip. Sappiamo che il Pm ha chiesto gli arresti domiciliari come misura preventiva per il nostro compagno.

La causa di questo accanimento per una persona incensurata e fermata con poche merci e di scarso valore si spiega con le indagini condotte a scopo repressivo verso il nostro comitato, mettendo in mostra l’enorme potere discrezionale detenuto dalle forze dell’ordine, gli strumenti di cui lo stato si è dotato per schiacciare qualsivoglia forma di dissenso sociale.

Rivendichiamo che sottrarre beni alle grandi aziende commerciali significa riappropriarsi del valore oggettivo di risorse collettive sulle quali viene operata una speculazione inumana, lungo tutta la catena produttiva, che è tutto fuorché etica e rispettosa della dignità dei lavoratori e della sostenibilità dell’ambiente.

Individuiamo i rapporti di potere capitalistici come causa prima dell’arresto del nostro compagno, oltreché della lotta che quotidianamente portiamo avanti dal basso per creare comunità resistenti nei quartieri popolari, rapporti basati sulla solidarietà anziché sul profitto, senza ricavare alcun tipo di guadagno.

Provare a tagliare le relazioni che ci legano non servirà a nulla; anzi continuerà a fortificarli e a farci gridare ancora più forte per la libertà di ogni persona ingiustamente perseguitata.

Comitato Autonomo Abitanti Barona

Lascia una risposta

Tema di Anders Norén