Lombardia, Milano

Condanna di 3 anni all’antifascismo militante

Oggi 2 novembre 2019, per un compagno antifascista diventa definitiva la condanna di reclusione a 3 anni.

Questa pesante condanna è riferita ai fatti di Milano 14 Febbraio 2017, in cui il presidente del consiglio di Municipio 4 Paolo Guido Bassi, autorizza i nazifascisti di lealtà azione a radunarsi in via Oglio, tra le mura del municipio, invitando esponenti di estrema destra giustificando la loro presenza con la ricorrenza del giorno del ricordo delle vittime delle foibe.

L’iniziativa all’origine chiedeva la concessione della Palazzina Liberty, storica «casa» negli anni Settanta del Collettivo teatrale La Comune fondata da Franca Rame e Dario Fo, una chiara provocazione per chi invece quel luogo rappresentava concetti come la libertà e l’emancipazione artistica.

La giornata che quindi si sarebbe dovuta svolgere nella Palazzina Liberty, prevedeva anche presentazione di scritti e un concerto di musica identitaria da parte della nuova alleanza politica Lega Nord-Lealtà Azione, richiesta che non ha trovato consenso per motivo di procedura di autorizzazione sbagliata da parte di chi richiedeva il posto, iniziativa che fu comunque ospitata nella palazzina del municipio 4.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, qualche giorno prima, con una lettera indirizzata al presidente di municipio 4 aveva comunicato la propria contrarietà alla partecipazione di Federico Goglio, in arte «Skoll», cantante della scena musicale fascista, «noto per ispirarsi a temi, idee e valori che non appartengono alla tradizione democratica della nostra città». Quindi, la richiesta di ritoccare il programma per evitare di trasformare il convegno «per la memoria in un’esibizione propagandistica e di parte». «È una richiesta che — ne sono convinto — le fa tutta Milano: una città a cui tutti noi dobbiamo offrire alte, ferme e solenni testimonianze di democrazia e di libertà da qualsiasi dittatura».

Il Sindaco Sala il 12 dicembre 2017, quindi 10 mesi dopo l’evento, citando un articolo di Republica di quel giorno diceva: “Sembra che non ci siano i colpevoli” della strage di piazza Fontana “ma ci sono e sono i fascisti, una coda che oggi si ripropone. E noi dobbiamo rispondere con l’antifascismo militante, perché stiamo dalla parte del giusto”; e ancora il 30 ottobre 2019, il sindaco dichiara: “Sull’antifascismo non possiamo fare un passo indietro, andremo avanti con la nostra idea. In questo Paese il ricordo e il rischio di un ritorno del fascismo c’è ancora, io continuerò a difendere i valori della nostra città” sulla richiesta del Municipio di centrodestra per la concessione degli spazi pubblici ai fascisti.
Tornando al 14 febbraio 2017: fu indetta una manifestazione dalla rete antifascista milanese, che come riconosce lo stesso sindaco Sala, voleva arginare la minaccia del ritorno al fascismo e praticare l’antifascismo militante.

La manifestazione antifascista viene, da subito, prima contenuta e poi caricata con violenza da uno spropositato dispiegamento di celerini, con una carica che provoca diversi contusi fra i manifestanti che erano tutti a volto scoperto e senza nessun oggetto di offesa ne’ di difesa.

Dopo meno di un anno il pm chiude le indagine e fissa la prima udienza. In un anno e pochi mesi si arriva alla condanna. Processo Lampo per questi due antifascisti che si vedono condannati uno ad 1 anno e quattro mesi, per aver scelto una linea processuale diversa dal secondo, ovvero il patteggiamento con la controparte, mentre per l’altro la condanna è di 3 anni poichè ha scelto la via del dibattimento rivendicando anche in aula le sue posizioni antifasciste.

Una delle cose più vergognose è che non siano state riconosciute le attenuanti, dato che la sola presenza di un’organizzazione come lealta azione viola le disposizioni della costituzione.

Sappiamo bene invece che quando ad essere indagati sono palazzinari e imprenditori per aver mandato sulla strada famiglie indigenti, politici corrotti che hanno trosformato questo pianeta in una discarica, perseguendo solo il proprio interesse personale, poliziotti che stuprano e ammazzano, invece le indagini e i processi durino anni e spesso si concludano senza una condanna vera e propria.

Abbiamo infiniti esempi: Carlo Giuliani, Stefano Cucchi così come la violenza che usate per reprimere e soffocare le mobilitazioni antigovernative come quelle attualmente in corso in America Latina, in Cina e Medio Oriente, sappiamo bene quante atrocità vengono commesse tutti i giorni dal potere costituito e che nella maggior parte dei casi restano omesse, taciute o nei casi peggiori esaltate diventando giocoforza di chi ha il potere.

Quindi ci vediamo costretti a ribadire la nostra più assoluta sfiducia nelle istituzioni, Parlamento, Tribunali e questure, palazzi dove si organizza lo sfruttamento e si fa la guerra alla povera gente, per un ordine che porterà beneficio solo a chi lo emette.

Rilanciamo attraverso un modello organizzativo dal basso e solidale, che crei comunità partendo da chi come noi non ha niente e si spalleggia combattendo tutti i giorni nelle piazze e nei quartieri: il fascismo è frutto dell’arroganza dei potenti.

Il compagno da oggi avrà un mese per consegnarsi, qualora non lo facesse sarà accompagnato in carcere coattivamente.

Chiediamo a tutte e tutti di mobilitarsi con le pratiche che più vi rappresentano per chi purtroppo viene sequestrato dallo stato quotidianamente, dove in una condizione di isolamento e di assenza completa di libertà il tuo spirito combattivo tende ad affievolarsi e si inizia a dare sempre meno valore alla vita.

I prigionieri hanno bisogno di noi, proprio perchè il carcere è uno strumento, molto simile ai lager, costruito per mantenere l’ordine sociale costituito e impedire che altri modi di pensare la vita siano possibili al di fuori dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura.

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